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Periodo prenuragico e nuragico
Frammenti di ceramica ed una caratteristica statuetta femminile
rappresentante la Dea Madre, ritrovato a Porto Rotondo, fanno
risalire al Neolitico Medio (4.000 – 3.500 a.C.) le prime
testimonianze dell’uomo in territorio olbiense. Successivamente,
durante il periodo Eneolitico, con ocra rossa furono raffigurate
nelle pareti della grotta del Papa - sull’isola di Tavolara – delle
figure umane schematizzate, risalenti al 2.700/2.500 a.C, mentre
risale all’Età del Bronzo antico (1.800 - 1.600 a.C) la tomba dei
giganti che si trova a Su Monte de s’Ape.
Periodo punico
Dal VII secolo a.C. venne probabilmente frequentato per un breve
periodo dai greci e precedentemente anche dai Fenici. Ma le prime
tracce di un vero insediamento urbano, databile tra il V e il IV
secolo a.C., sarebbero, secondo gli ultimi ritrovamenti, da
attribuire ai punici. La città punica occupava un'area compresa, ai
giorni nostri, tra Via Asproni e Piazza Matteotti e parte delle
antiche mura sono ancora visibili in Via Torino. Negli scavi
archeologici, effettuati nell'aprile del 2007, è emerso parte
dell'abitato punico nella centralissima via Regina Elena. Nel mese
di luglio 2001, in via Nanni, era stato riportato alla luce parte
del vecchio insediamento di epoca punica e romana, utilizzato dal IV
al I secolo a.C.
In quel periodo poi, nel 535 a.C., nelle acque comprese tra il Golfo
e la Corsica, una flotta di sessanta navi focesi della colonia di
Alalia si scontrarono con una flotta di navi etrusche e puniche,
coalizzatesi per sbarrare la strada alla penetrazione greca nel mar
Tirreno. Il violento scontro, conosciuto come la battaglia del Mare
Sardo (o battaglia di Alalia), è ritenuto da molti la prima grande
battaglia navale nei mari dell'occidente.
Periodo romano
Quando i Romani occuparono la Sardegna nel 238 a.C., la città non
divenne solamente un centro commerciale, ma anche una importante
base navale militare. Fu collegata con il resto dell'Isola da tre
importanti arterie stradali utilizzate dalle legioni ma anche per il
trasporto di ogni mercanzia. Riorganizzata sull'impianto punico, la
città divenne il più importante centro della costa orientale sarda e
dal suo porto (il più vicino alla penisola), partivano le navi
cariche di materie prime verso la capitale.
La città, il più importante avamposto romano della Gallura, fu
minacciata nei primi anni della conquista romana, dalle incursioni
dei, cosiddetti, Corsi della gallura e dai Balari del Montacuto,
l'Olbia stimava una popolazione di oltre 5000 abitanti ed era dotata
di un foro, di strade lastricate, di terme pubbliche ed acquedotto.
Al 304 d.C., sotto il regno dell'imperatore Diocleziano vi è
attestato il martirio di San Simplicio, trafitto da una lancia e
morto dopo tre giorni di agonia insieme ai suoi tre compagni Rosola,
Diocleziano e Fiorenzo, e poi sepolto nella necropoli romana fuori
dalle mura. In tale necropoli, durante gli scavi effettuati nel
1904, fu scoperto un tesoro contenente 871 monete d'oro di diverso
taglio e portanti il marchio di 117 diverse famiglie romane.
Da segnalare i ritrovamenti avvenuti nel 1999 nell'area del porto
vecchio durante i lavori per la costruzione di un tunnel. In
quell'occasione ritornarono alla luce 24 relitti di navi romane e
medievali; furono i Vandali ad affondare alcuni dei relitti portando
alla distruzione dell'abitato ed al crollo della città antica che
comunque continuò a sopravvivere.
Periodo bizantino
La caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel V secolo, marca
l'inizio di un lungo periodo di decadenza. La città romana cadde per
un attacco compiuto dai Vandali dal mare; fu incendiata e distrutta
insieme alle navi ormeggiate in porto. Il colpo subito fu terribile
e alla fine del VI secolo la città appare con un nuovo nome:
Phausiana; secondo alcuni storici questo nome è dovuto
all'allontanamento dal nucleo originario verso la campagna, ma
recenti studi ipotizzano che la Phausiana potesse essere ubicata nel
colle di San Simplicio. Gli scavi e gli studi degli ultimi anni,
fanno propendere, al contrario, per una continuità abitativa nel
sito della attuale. La città non scomparve, subì, sicuramente una
contrazione in termini demografici e come dimensioni.come
testimoniano i relitti dei recenti scavi del tunnel.
Di notevole importanza per conoscere meglio la storia di quel
periodo sono gli scavi, iniziati nel 2006 per il rifacimento delle
reti idriche nella zona prospiciènte il molo Benedetto Brin, da cui
è emerso quello che, presumibilmente, doveva essere il foro, resti
di templi monumentali e botteghe artigiane, che contribuiranno a
conoscere meglio un periodo della storia della città.
Dall'VIII al XII secolo gli Arabi tentano la conquista della
Sardegna attratti dalle miniere d'argento, ed e proprio in questo
periodo di perdurante allerta che la Sardegna si separa da Bisanzio
e si divide in quattro parti chiamati Giudicati (Cagliari, Torres,
Arborea e Gallura).
Periodo giudicale
Olbia, che ora si chiama Civita, ricopre il ruolo di capitale del
Giudicato di Gallura, ed è menzionata per la prima volta con questo
nome nel 1113. Tra la fine del XI e gli inizi del XII secolo, sotto
il giudice Costantino, viene edificata la chiesa di San Simplicio,
in stile romanico, l'edificio religioso di maggiore bellezza della
Gallura.
Nel 1296, morto il giudice Nino Visconti, citato da Dante nella
Divina Commedia come Giudice Nin gentil, il Giudicato gallurese cade
in mano pisana; per iniziativa dei pisani stessi venne quindi
ribattezzata in Terranova .
Alcune fonti riportano come parte della città fosse in rovina e che
ne venissero prelevati i resti anche per l'erezione del complesso
della Piazza dei Miracoli a Pisa, tra i quali l'architrave di un
tempio dedicato a Cerere e il portale della stessa cattedrale di San
Simplicio. I diritti storici della capitale giudicale restano
comunque a Terranova. Il pesante vincolo pisano nella conduzione del
Giudicato ne limitava fortemente l'autonomia. A questo periodo
risale comunque il fortilizio del Castello di Pedres, di cui si
hanno notizie tra il 1296 ed il 1388.
Periodo aragonese
Nel 1323 la Sardegna viene conquistata dagli Aragonesi e sotto
questa dominazione vi venne istituito il regime feudale che comportò
la disgregazione del Giudicato di Gallura, con il solo mantenimento
dell'organizzazione territoriale in Curatorie (ribattezzate
Incontrade): Terranova fu prima nell'omonima Signoria, poi della
baronia di Terranova, e quindi Marchesato dal 1579. Di fatto XIII al
XVI secolo la città decade lentamente per problemi legati alla
mutazione dell'asse dei traffici marittimi, che spostandosi verso la
Spagna, favoriva le città della costa occidentale sarda.
L'insalubrità ambientale e la presenza della malaria, uniti
all'esposizione a scorrerie piratesche/arabe ( nel 1553 il corsaro
Dragut ne devasta il centro), causano la decadenza della città.
Nella seconda metà del '500 la città è scarsamente abitata: nel 1559
a Olbia vengono attribuiti non più di 90 fuochi ( circa 360-400
abitanti ), alla fine del '600 appena 240 abitanti.
Periodo sabaudo
Ancora tra il 1826 e il 1828 Paul Valery nel suo "Voyage en
Sardaigne" scriveva "Il villaggio marittimo di Terranova, insalubre,
spopolato, non ha duemila abitanti, occupa il sito dell'antica e
celebre Olbia. L'aspetto delle case è quello delle grandi fattorie,
(...); Nella campagna, la chiesa di San Simplicio, che risale ai
Pisani, è press'a poco abbandonata (...)", ma anche "Questa bella
pianura di Terranova, un tempo tanto fiorente da contare dodici
città e settanta comuni, così felicemente situata in riva al mare,
riparata dalle montagne e con un così buon clima, potrebbe nutrire
più di 50.000 abitanti; infatti possiede ancora tutti gli elementi
dell’antica prosperità". Mentre il Generale Alberto La Marmora, nel
suo celeberrimo "Itinerario dell'isola di Sardegna" scriveva:
L’attuale paese di Olbia è costruito a filo, con una certa
regolarità. Le strade sono parallele e tagliate ad angolo retto. Le
case sono costruite come la chiesa di San Simplicio con cantoni di
granito estratti sul posto o nei dintorni; questa roccia assume una
colorazione rosata simile al più bel granito dei monumenti egizi. Ai
viaggiatori europei dell'800, tra i quali John Warre Tyndale, il
paese di Terranova appariva così: Le case, nessuna delle quali si
presenta decente o pulita, sono per lo più fatte di granito ed
imbiancate, quasi ad offrire un contrasto maggiore con la sporcizia
generale ed il sudiciume che sta all’interno e attorno ad esse.
Il processo demografico sì invertì solo nella seconda metà dell'800:
la città che nel 1799 contava appena 2000 abitanti, viene
rinominata, con regio decreto nel 1862, in "Terranova Pausania".
Furono determinanti la riqualificazione del porto di Terranova (nel
1870, a cui contribuirono anche i comuni della Gallura) e l'arrivo
della ferrovia (la linea Cagliari-Chilivani-Terranova venne
inaugurata nel 1881, cui si aggiunse il prolungamento a Golfo
Aranci), che portarono alla rinascita urbana del centro, che allora
contava circa 3000 abitanti, in prevalenza pescatori (con una
nutrita comunità di origine ponzese) e contadini. Tuttavia, le
difficoltà dovute all'interramento della canaletta di accesso al
golfo di Olbia, spinsero il generale La Marmora a proporre l'idea di
costruire un nuovo porto presso Capo Figari, con la fondazione di un
nuovo nucleo abitato chiamato "Olbia Nova". Nel 1880 il servizio
regolare di linea (passeggeri e postale) per Civitavecchia mediante
piroscafi venne spostato da Terranova alla vicina Figari (oggi Golfo
Aranci), prolungandovi la ferrovia, lasciando alla prima il solo
traffico merci e militare. Solo nel 1920, a seguito di una
insurrezione popolare e delle incessanti battaglie parlamentari
dell'on. Pietro Pala, in seguito conosciuto come onorevole Terranova
venne riattivato il servizio a Terranova, il che diede un impulso
maggiore alla rinascita economica, commerciale e demografica del
centro che era iniziata dagli ultimi anni del secolo precedente,
mentre, a seguito dei lavori di ampliamento e banchinamento del
porto, nel 1930 venne inaugurata la Stazione Marittima.
Durante il ventennio
Nel corso del periodo fascista nel 1939 viene ripristinato l'antico
nome romano (Olbia), le viene inoltre aggregata la frazione di San
Pantaleo staccata dal disciolto comune di Nuchis e vengono
realizzati regolari collegamenti aerei con la penisola a mezzo di
idrovolanti. Il 14 maggio 1943 Olbia viene duramente bombardata
dagli alleati, almeno 22 persone muoiono sotto le macerie del
municipo e del centro. Insieme a Cagliari la città paga un alto
tributo di sangue alla seconda guerra mondiale.
Periodo contemporaneo
Bonificato il territorio e debellata la presenza della malaria, nel
corso della seconda metà del XX secolo e in particolare dagli anni
sessanta la città cresce economicamente e demograficamente sotto la
spinta della scoperta turistica della costa nord orientale della
Sardegna (Costa Smeralda, Arcipelago della Maddalena, Santa Teresa),
della quale diviene il principale riferimento e centro di servizi.
La città passa dai 14700 abitanti del 1951 ai 45400 del 2001, con un
incremento senza eguali tra le realtà urbane dell'isola. Primo porto
passeggeri in Italia, nel 1974 viene realizzato il nuovo aeroporto
"Costa Smeralda" che sostituisce il precedente scalo di "Venafiorita".
L'aeroporto internazionale Olbia-Costa Smeralda , forte di un
consolidato flusso turistico, è, con i suoi 1.765.507 passeggeri, il
secondo aeroporto della Sardegna per traffico complessivo ed il
primo per traffico internazionale, grazie anche alle compagnie
low-cost che collegano la città con il nord europa ( Londra,
Berlino,Colonia, Hannover,Stoccarda,Monaco e Zurigo ). È il 16°
scalo italiano per numero di passeggeri (dati 2006). Olbia è sede di
università (sede staccata dell'Università di Sassari con corso di
laurea della Facoltà di Economia in "Economia e imprese del
turismo"), scuole superiori, Ospedali Civile ( Nosocomio "San
Giovanni di Dio" in zona Ospedale e nosocomio "Giovanni Paolo II" in
località Maltana ), sede locale dell'Agenza delle Entrate, sede
staccata del Tribunale di Tempio Pausania, Azienda Sanitaria Locale
(ASL) n. 2 di Olbia (che accorpa dal 1996 le precedenti ASL n. 3 di
Tempio e n. 4 di Olbia e con competenza estesa all'intera
provincia), Capitaneria di Porto, Autorità del Porto di Olbia-Golfo
Aranci, Area Marina Protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo
(comprendente territori situati nei comuni di Olbia, Loiri Porto San
Paolo e San Teodoro), nonché sede degli uffici previdenziali (INPS -
che dal 15\11\2007 ha attivato la Direzione Provinciale, Direttore
Salvatore Sanna, INAIL) e del Pubblico Registro Automobilistico
(PRA).Per quanto riguarda la sanità privata è in costruzione un
ospedale della fondazione San Raffaele. Dal 2005 vi è insediata la
sede provvisoria della Provincia di Olbia-Tempio ( dapprima nella
sede della Comunità Montana "Riviera di Gallura" in via Nanni, ora
nella nuova sede, sempre in via Nanni ), in cui attualmente ha sede
la presidenza e dove si riuniscono la Giunta e il Consiglio
dell'Ente. Il 31 agosto 2006 con Delibera Statutaria del Consiglio
Provinciale a Olbia, è stata deliberata la scelta del capoluogo.
Olbia e Tempio Pausania saranno i capoluoghi della Provincia di
Olbia-Tempio, la cui sede legale e degli organi della Giunta
Provinciale avranno sede nella città di Olbia mentre la Presidenza e
Consiglio Provinciale si, dovrebbero, alternare con la sede di
Tempio Pausania. A proposito di organi amministrativi importante il
riconoscimento dell'EURISPES per Olbia. Infatti il comune di Olbia è
stato votato nel 2006 come "comune d'eccellenza del sistema
amministrativo italiano" per capacità amministrativa e gestionale.
Tratta da wikipedia.it |